Il saluto del rettore

Inizio anno scolastico 2018/2019


ISTITUTO LEOPARDI

Il Rettore


Care ragazze e cari ragazzi ,

                                               la “campanella”, il simbolo scolastico che storicamente sancisce l’inizio dell’anno scolastico, questa volta non è suonata per tutti voi nello stesso giorno e nello stesso momento.

Un caso che mi ha fatto riflettere e mi ha fatto pensare sia stato un segno per meglio capire che la scuola che vi attende deve rispondere ormai ad esigenze diverse, alle esigenze di ognuno di voi.

 Come vi dirò la nostra scuola, con tutti i suoi insegnanti, è pronta, ma tutto questo accade in un periodo non facile per chi, come voi, si accinge ad iniziare un nuovo anno di impegno e fatica, perché la comunicazione che vi circonda, e che in questi giorni riempie le pagine dei giornali, vi presenta un’immagine negativa della scuola, disorganizzata, impreparata, lontana dagli studenti e dalle loro esigenze, quasi incapace di rispondere a quello che è il suo compito primario: aiutarvi a crescere come persone e a prepararvi ad affrontare le sfide che inevitabilmente vi attenderanno nel vostro futuro.

 La tentazione che può nascere in molti di voi è forte: se la scuola non serve o quello che mi trasmette serve a poco, perché devo sacrificarle il mio impegno?

 Non è una consolazione, ma quello cui state assistendo non è un dibattito nuovo, la storia ci ha insegnato che alcuni accadimenti si ripetono nel tempo, e la critica ad una scuola distante dalla vita reale che si limita all’istruzione, poco interessandosi alla formazione dell’individuo e mancante di contatti umani, era già dibattito di qualche decennio fa. Le risposte non sono mancate. Si è capito che occorre offrire un insegnamento che affondi le sue radici nella realtà in cui si vive, che insegnare significa cercare insieme, che fondamento dell’insegnamento è la relazione che esiste tra studente e insegnante.

A questa modalità si è sempre ispirata la nostra scuola e, come molti di voi hanno potuto constatare concretamente, in questi anni una continua “effervescenza di idee” ha prodotto sostanziali modifiche alle nostre proposte educative, sempre alla incessante ricerca di offrirvi la possibilità di avere una preparazione preziosa e utile ad aprirvi il maggior numero di porte possibili dopo il conseguimento del diploma.

Il fatto che sia costantemente in crescita il numero di nostri studenti che, dopo il diploma, si iscrivono e frequentano Università straniere, superando le necessarie application grazie anche alla acquisita padronanza certificata delle lingue straniere, ne è la concreta conferma.

Così come si è sempre alla ricerca di una “relazione positiva” studente-insegnante, convinti che il vostro coinvolgimento sia fondamentale per il vostro apprendimento, che deve essere integrato da una vostra crescita personale utile anche alla formazione di un carattere che abbia caratteristiche (i soft skills che già vi ricordavo lo scorso anno) utili per avere un buon inserimento nel mondo lavoro.

La scelta formativa per il corrente anno sarà proprio quella di aiutarvi molto ad assimilare queste caratteristiche: autonomia, fiducia in se stessi, resistenza allo stress, capacità critica, spirito di iniziativa….., avviando progetti classe per classe da sviluppare e approfondire negli anni.

Non è mancata la novità di ordinamento dell’anno perché il 5 settembre ha preso il via il progetto che porterà a completare l’Istruzione Tecnica Economica in quattro anni, nel quale verrà sperimentata una didattica fortemente innovativa e performante.

 I vostri Insegnanti e la vostra scuola sono pronti e voi?

 Cosa leggeranno nei vostri occhi i vostri insegnanti fin dal primo giorno di scuola? Rassegnazione alla inevitabile fatica di un altro anno scolastico o convinzione, ottimismo, determinazione e passione?

La prima scelta non vi porterà da nessuna parte: “non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di buono” ricordava Papa Francesco a voi giovani quest’estate a Roma nell’incontro al Circo Massimo. La seconda vi farà capire che la scuola serve, che fatta bene, convintamente partecipata, in piena collaborazione con i vostri Insegnanti vi aiuterà a concretizzare i vostri giusti sogni di giovani che pensano al loro futuro.

“Sognate ed abbiate più coraggio” l’invito di Papa Francesco nell’incontro di Roma, ricordandovi che “il vostro lavoro è trasformare i sogni nel futuro della vita.”

Credeteci, ognuno di voi ne ha le potenzialità.

 

Buon anno a voi ed alle vostre famiglie.                                          Milano, 12 settembre 2018